Analisi

Dentro l’archivio calcistico di 3.000 maglie di Arjan Wijngaard

Il collezionista olandese ha trascorso quasi 25 anni a costruire una delle più straordinarie raccolte europee di maglie da calcio, trasformando una stanza di casa in una memoria vivente della storia visiva del gioco.

Sofia Conti 16 maggio 2026 8 min read
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Per la maggior parte dei tifosi, comprare una maglia da calcio significa conservare il ricordo di una stagione, di un giocatore o di una singola giornata allo stadio. Per Arjan Wijngaard, invece, le maglie sono diventate qualcosa di molto più grande: un archivio del calcio stesso.

Il collezionista olandese ha accumulato quasi 3.000 maglie classiche in quasi 25 anni, costruendo una delle più ampie collezioni private d’Europa. Tutto è iniziato con una maglia dell’Everton ricevuta in regalo nel 1997, e da lì è nato un progetto che oggi occupa uno spazio espositivo dedicato nella sua casa e vive online attraverso il vasto catalogo di Voetbalshirts.org.

La raccolta di Wijngaard non ruota attorno alle uscite hype o soltanto ai club più grandi. Il suo fascino sta nella varietà, nella rarità e nella geografia calcistica che racconta. Accanto ai nomi più riconoscibili compaiono maglie di squadre minori poco note, club difficili da reperire e società di Paesi che stanno ben lontani dal centro abituale della conversazione calcistica europea.

Una collezione guidata dalla curiosità

Wijngaard ammette che all’inizio non esisteva un grande piano. Prima di tutto c’era l’amore per il calcio, e le maglie sono diventate l’oggetto attraverso cui quell’amore ha preso forma.

Ha scherzato più volte sul fatto che sciarpe o spille sarebbero state una scelta molto più pratica. Costano meno, sono più facili da conservare e occupano molto meno spazio. Chiunque entri nella stanza che ospita la sua collezione capisce subito il senso della battuta. Rastrelliere e supporti coprono le pareti dal pavimento al soffitto, piene di colori e motivi, mentre manichini e cimeli trasformano l’ambiente in qualcosa di più simile a un museo del calcio che a una semplice stanza in più.

Eppure le dimensioni raccontano solo una parte della storia. Il carattere della collezione nasce soprattutto dalle scelte che la sostengono.

Wijngaard è attratto in particolare dai club difficili da trovare sul mercato tradizionale. Questo significa squadre dilettantistiche e di categorie inferiori, compresi livelli molto profondi della piramide inglese, ma anche club provenienti da Paesi normalmente lontani dal boom commerciale delle maglie. In una scena collezionistica spesso dominata dai grandi marchi e dalle epoche più celebri, il suo approccio assomiglia più alla conservazione che al semplice accumulo.

Perché il sito conta quanto le maglie

Una collezione di queste dimensioni può diventare ingestibile senza un sistema. La risposta di Wijngaard è stata costruire un catalogo online dettagliato, organizzando le maglie per Paese, club e divisione.

Questa scelta gli è servita per diversi motivi contemporaneamente.

  • Ha permesso ad altri collezionisti e appassionati di calcio di vedere l’ampiezza del lavoro svolto.
  • Ha creato una documentazione utile a fini assicurativi in caso di furto, incendio o danni.
  • Gli ha reso più facile controllare cosa possedesse già quando acquistava online o durante i viaggi all’estero.

Quest’ultimo punto conta più di quanto sembri. Quando una collezione arriva a migliaia di pezzi, la memoria non basta più. La documentazione diventa essenziale. In questo senso, il progetto di Wijngaard riflette una vera mentalità da archivista. Il sito non è solo promozione. È infrastruttura.

Anche i suoi canali social legati al nome Voetbalshirts.org prolungano questo lavoro, aiutandolo a entrare in contatto con altri collezionisti e con volontari dei club, tifosi e venditori in tutto il mondo. Quello che dall’esterno può sembrare un hobby solitario è, in pratica, una rete molto fitta di relazioni.

La ricerca è parte della ricompensa

Prima che le restrizioni ai viaggi interrompessero la normale circolazione, Wijngaard faceva circa cinque viaggi all’anno in altri Paesi alla ricerca di maglie, con la Gran Bretagna tra le destinazioni più frequenti. La sua preferenza è sempre stata acquistare direttamente nei negozi dei club vicino allo stadio, quando possibile.

Questo dice qualcosa di importante sul suo modo di intendere il collezionismo. La maglia ha valore, ma anche il percorso compiuto per arrivarci. Le visite agli stadi, la cultura locale del tifo e il gesto stesso di trovare un oggetto nel suo contesto naturale aggiungono significato.

Quando viaggiare non è possibile, si affida agli store online dei club, a eBay, ai gruppi Facebook e a una rete di collezionisti costruita nel corso di molti anni. Come accade nella maggior parte delle comunità di collezionismo specializzato, la cultura delle maglie da calcio si regge su fiducia, reputazione e conoscenza condivisa. Più a lungo si resta in questo mondo, più forti diventano questi legami.

Per Wijngaard, proprio queste relazioni rappresentano una delle parti migliori dell’intero processo. Ha raccontato il piacere di incontrare altri collezionisti, parlare di calcio, aiutarsi a vicenda a trovare maglie e ascoltare volontari fieri dei propri club locali. La trama sociale che circonda questo hobby conta quanto gli oggetti stessi.

Più che memorabilia

Questa dimensione collettiva aiuta a spiegare perché il collezionismo di maglie sia cresciuto così tanto negli ultimi anni. Una maglia da calcio non è soltanto merchandise. Può essere, allo stesso tempo, identità, storia locale, cultura del design e memoria personale.

La collezione di Wijngaard rende tutto questo visibile in modo insolitamente completo. Una maglia può rappresentare una piccola squadra dilettantistica. Un’altra può conservare il linguaggio visivo di un’epoca di sponsor ormai scomparsa. Un’altra ancora può essere legata a una visita allo stadio, a un’amicizia o a uno scambio concluso grazie a contatti dall’altra parte del mondo.

Considerato nel suo insieme, l’archivio diventa una mappa della cultura calcistica oltre le grandi competizioni televisive. Riflette le radici locali di questo sport quanto la sua diffusione globale.

Per questo anche i suoi pezzi preferiti portano con sé soprattutto storie, più che semplice valore di mercato. Una delle maglie a cui tiene di più è una vecchia maglia matchworn del FC Groningen, rara, vecchia di quasi 40 anni e legata al suo club del territorio. In termini di collezionismo, la rarità conta. Sul piano emotivo, conta di più l’appartenenza.

Il club locale al centro

Per quanto la collezione abbia una portata globale, il Groningen resta centrale nella vita calcistica di Wijngaard. È la sua squadra, il suo stadio è a pochi minuti di bicicletta e possiede un abbonamento da quasi 30 anni.

Ha riassunto questo legame in termini semplici: sostenere il proprio club locale. È un principio che aiuta a capire la sua filosofia da collezionista. Il suo interesse non riguarda soltanto i club più glamour, ma il calcio come cultura vissuta, radicata nei luoghi e nelle comunità.

Anche il suo affetto per l’Everton segue la stessa logica. La prima maglia ricevuta è diventata il primo passo di un viaggio molto più ampio, e ha descritto Everton, Groningen e Feyenoord come club con una forte identità popolare. Questa definizione dice molto sul tipo di storie calcistiche che lo attirano.

Non è collezionismo come esibizione di status. È collezionismo come forma di connessione.

La maglia che ancora manca

Nessuna collezione è davvero finita, soprattutto per chi dichiara apertamente di non avere intenzione di fermarsi. Anche con migliaia di maglie già catalogate, Wijngaard ha ancora alcuni obiettivi.

Quello più importante è profondamente personale: una maglia matchworn del Groningen della finale di coppa del 2015. La vittoria del Groningen in KNVB Cup resta l’unico grande trofeo della storia del club, quindi è facile capire il peso simbolico di quella maglia. È storia locale condensata nel tessuto.

Questo desiderio dice anche qualcosa di più ampio sul motivo per cui i collezionisti continuano ad andare avanti. L’obiettivo non è semplicemente aumentare il numero dei pezzi. È completare delle storie, aggiungere tasselli mancanti e inseguire oggetti che portano un peso emotivo impossibile da misurare con qualsiasi classifica generale di mercato.

Resta inoltre desideroso di aggiungere maglie di club dilettantistici che ancora non possiede, soprattutto quelle che altrimenti non comparirebbero mai nei circuiti principali del collezionismo. In un’epoca in cui la nostalgia calcistica viene spesso commercializzata attorno a una lista prevedibile di squadre d’élite, questo istinto appare prezioso.

Un archivio silenzioso della cultura calcistica

Wijngaard è attivo nella comunità online delle maglie da molto prima che il collezionismo calcistico diventasse una tendenza mainstream. Questo conferisce al suo progetto una consistenza diversa rispetto al nuovo mercato guidato dalla rivendita che oggi circonda le maglie vintage.

C’è rigore nel modo in cui documenta ogni pezzo, ma anche generosità nel modo in cui condivide la collezione. Il sito rende accessibile quello che altrimenti resterebbe un archivio privato. I tifosi possono navigare per Paese e per club, seguendo la cultura visiva del calcio attraverso centinaia di squadre che forse non hanno mai visto giocare.

In questo senso, la collezione non conserva soltanto delle maglie. Conserva l’ampiezza del calcio. Ricorda che questo sport non è fatto solo dai giganti dell’era Champions League, ma anche da club locali, categorie inferiori, sponsor dimenticati, colori regionali e stagioni irripetibili che continuano a contare per chi le ha vissute.

La stanza piena di maglie di Wijngaard colpisce già di per sé. Ma la storia più interessante è quella che la sostiene: decenni di viaggi, conversazioni, fedeltà, catalogazione e curiosità.

Per uno sport che si muove in fretta e dimentica facilmente, un lavoro di collezionismo così paziente ha un valore reale.

E se dipendesse da lui, questo archivio sarebbe ancora soltanto all’inizio.