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Corentin Tolisso, doppia amarezza dopo il crollo del Lione e l’esclusione dalla Francia

La pesante sconfitta interna del Lione contro il Lens nell’ultima giornata ha chiuso la stagione nel peggiore dei modi, e Corentin Tolisso ha dovuto incassare anche un altro colpo dopo la mancata convocazione di Didier Deschamps per il Mondiale.

Sofia Conti 18 maggio 2026 7 min read
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L’Olympique Lione ha chiuso la sua stagione di Ligue 1 nel peggior modo possibile. Il 4-0 casalingo contro il RC Lens ha trasformato una giornata che poteva diventare un’opportunità in un concentrato di frustrazione, e Corentin Tolisso si è ritrovato a dover commentare due delusioni distinte nello stesso momento: il crollo del Lione in campo e la sua assenza dalla Francia di Didier Deschamps.

Il Lione arrivava all’ultima giornata sapendo di avere ancora qualcosa di importante per cui giocare. I risultati dagli altri campi potevano aprire la strada a un piazzamento migliore, e questo dava alla sfida un peso reale. Invece, la squadra di Pierre Sage è stata travolta da un Lens più lucido, più forte nei duelli e molto più cinico dall’inizio alla fine.

Per Tolisso, tutto questo ha reso il risultato ancora più difficile da digerire. La sconfitta del Lille aveva creato proprio lo scenario che il Lione sperava di sfruttare. Anche un pareggio avrebbe potuto bastare per cogliere una grande occasione, ma l’OL non è mai sembrato davvero in grado di farlo una volta che il Lens ha preso il controllo al Groupama Stadium.

Il Lione spreca la sua occasione

L’entità della sconfitta era già pesante di per sé, ma il contesto generale l’ha resa ancora più dolorosa. Il Lione aveva già sbagliato il fine settimana precedente a Tolosa, lasciandosi tutto da fare nell’ultima giornata. Nonostante questo, gli eventi sugli altri campi gli avevano concesso un’apertura tardiva.

Invece di reagire, la squadra ha offerto quella che Tolisso ha descritto senza giri di parole come una non partita.

“A caldo c’è una grande delusione stasera, soprattutto per il risultato del Lille”, ha detto Tolisso ai giornalisti dopo la partita.

“Sapevamo che poteva succedere qualcosa lì, quindi volevamo fare una grande partita. Purtroppo abbiamo fatto una non partita, loro sono stati superiori nei duelli e molto concreti.”

Una valutazione onesta, e difficile da contestare. Il Lens ha colpito ripetutamente il Lione, mentre i padroni di casa non sono mai riusciti a imporsi né sul piano fisico né su quello emotivo. In una partita piena di conseguenze, l’OL è stato inferiore in quasi tutte le fasi del gioco.

È questo il dettaglio che probabilmente preoccuperà di più il Lione in vista dell’estate. Mancare un risultato è una cosa. Non riuscire a competere con l’intensità necessaria quando la posta in palio è più alta è un’altra.

Un colpo personale dopo la decisione della Francia

La sconfitta contro il Lens non è stato l’unico colpo che Tolisso ha dovuto assorbire. Pochi giorni prima, Deschamps aveva annunciato la sua lista dei 26 per il Mondiale, e il centrocampista del Lione non era stato incluso.

In alcuni ambienti l’esclusione era considerata possibile, ma per un giocatore convinto di aver appena concluso una delle migliori stagioni individuali della sua carriera è stata comunque una delusione pesante. Il rendimento di Tolisso in questa stagione lo aveva rimesso al centro del dibattito, e la sua presenza nella squadra dell’anno UNFP aveva rafforzato ulteriormente l’idea che avesse fatto abbastanza per alimentare una discussione seria.

Alla fine, Deschamps ha scelto un’altra strada. Tolisso ha spiegato che il ct francese gli ha illustrato la sua decisione facendo riferimento alle opzioni già consolidate a centrocampo, ma il giocatore ha chiarito che la scelta gli ha comunque fatto male.

“A marzo avevo già vissuto una delusione e subito dopo siamo stati eliminati dall’Europa League”, ha detto Tolisso.

“Qui c’è un’altra delusione e oggi perdiamo. Ho dato il massimo, ho vissuto la miglior stagione della mia carriera, a livello personale e a livello statistico.”

Parole che fotografano bene il suo stato d’animo. Tolisso non stava cercando alibi. Stava richiamando numeri, continuità e impegno, lasciando intendere che dal suo punto di vista c’era ben poco altro che avrebbe potuto fare.

Nessun rimpianto, ma nessuna intenzione di fermarsi

L’aspetto più significativo della risposta di Tolisso non è stata l’amarezza, ma la lucidità. Non ha contestato pubblicamente il commissario tecnico né ha lasciato intendere di sentirsi vittima di un torto irreparabile. Ha invece inquadrato la scelta come parte della realtà del calcio, ribadendo però di essere orgoglioso della sua stagione.

“Didier Deschamps ha detto quello che doveva dire”, ha aggiunto.

“Ha parlato di cinque centrocampisti intoccabili. Io ho dato tutto, non ho zero rimpianti, non posso rimproverarmi nulla, sono orgoglioso di quello che ho fatto, di ciò che ho messo in piedi, questa è la vita, questo è il calcio.”

“Ma credetemi, non mollerò. Farò ancora di più per essere chiamato un giorno oppure no, ma darò tutto.”

Questa determinazione potrebbe essere l’aspetto più importante delle sue dichiarazioni. Tolisso non parla più come un giocatore che prova a riprendersi uno status passato soltanto grazie al nome. Parla come qualcuno che sa di aver ricostruito il proprio livello e che ora vuole spingersi ancora oltre.

Per il Lione, questo conta. La stagione del club si è chiusa tra la frustrazione, ma il percorso individuale di Tolisso è stato uno dei pochi segnali chiaramente positivi. È tornato a essere influente, e la sua leadership nei momenti di pressione è diventata più evidente.

Una stagione abbastanza forte da riaprire il dibattito

Che Deschamps sia d’accordo o meno, la stagione di Tolisso è stata abbastanza solida da rimetterlo nel giro della nazionale. Di per sé è già uno sviluppo significativo, considerando gli stop e le difficoltà che hanno segnato parte della sua carriera recente.

La sua tesi non si basa soltanto sui sentimenti o sui meriti del passato. Si basa sul rendimento.

  • Ritiene che questa sia stata la miglior stagione della sua carriera sul piano personale.
  • Ha richiamato sia le sue statistiche sia il suo contributo complessivo.
  • Il posto nella squadra dell’anno UNFP gli ha dato un riconoscimento esterno.
  • Ha insistito sul fatto di aver chiuso l’anno senza rimpianti per impegno e standard.

Questo non garantisce un ritorno in nazionale, ma cambia il tipo di discussione. Tolisso non viene più considerato soltanto come un centrocampista esperto con un certo pedigree. Sta costruendo un caso attuale.

Nessuna attesa al telefono

C’è stato però anche un ultimo elemento di realismo nelle sue parole. Interrogato sulla possibilità di una chiamata dell’ultimo minuto nel caso di un ritiro di un altro giocatore, Tolisso ha evitato di alimentare false speranze.

“Nel calcio non si sa mai cosa può succedere. C’è sempre un po’ di speranza, ma non vi nascondo che ho già organizzato le vacanze”, ha detto.

“Farò il tifo per loro, auguro buona fortuna e spero che facciano grandi cose.”

Una risposta che riassume bene il suo stato mentale. C’è delusione, ma anche accettazione. C’è ambizione, ma non disperazione. Lascia la porta aperta senza permettere che la sua stagione venga definita da uno scenario che non può controllare.

Cosa succede adesso per il Lione e per Tolisso

Per il Lione, il compito immediato è capire perché una partita così importante sia andata in pezzi in questo modo. La sconfitta dell’ultima giornata contro il Lens non ha soltanto interrotto lo slancio. Ha mostrato la distanza tra l’opportunità e la capacità di concretizzarla.

Per Tolisso, l’estate avrà un sapore diverso. Non ci sarà il viaggio al Mondiale, a meno di cambiamenti clamorosi, e questa assenza lascerà il segno. Eppure, le sue stesse parole suggeriscono che sta già trasformando quella frustrazione in motivazione.

L’ultima immagine della sua stagione è amara: una sconfitta pesante, un’occasione mancata e un’altra dimostrazione di quanto i margini possano essere sottili ai massimi livelli. Ma sotto questa delusione c’è un giocatore convinto di essersi rimesso in carreggiata e deciso a non rallentare adesso.

Questo forse non attenua il colpo di questa settimana, ma dà forma al capitolo successivo. Tolisso sente di essersi guadagnato di nuovo un posto nel dibattito. La sua sfida ora è fare in modo che la prossima stagione lasci ancora meno spazio ai dubbi.